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By Rossi Alberto il giovedì 05 febbraio 2026

Fabio Filomeni chiarisce la sua posizione dopo l'uscita di Vannacci

Filomeni lascia Vannacci | Europa Sovrana e Indipendente E.S.I.
Scritto da Rossi Alberto

Fabio Filomeni chiarisce la sua posizione dopo l'uscita di Vannacci

La destra italiana tra identità, politica e nuove prospettive

La discussione sulla destra italiana è tornata al centro del dibattito pubblico dopo le recenti prese di posizione di Fabio Filomeni. Le sue parole, affidate a una riflessione personale ma dal forte valore politico, offrono l’occasione per analizzare lo stato attuale di un’area politica in continua trasformazione. In un momento storico segnato da tensioni internazionali, crisi economiche e mutamenti sociali, comprendere cosa significhi oggi parlare di destra italiana diventa fondamentale per orientarsi nello scenario politico nazionale.

Filomeni ha scelto di esprimersi con toni misurati, evitando polemiche dirette ma ribadendo con chiarezza le proprie convinzioni. Il suo intervento rappresenta una presa di distanza rispetto a scelte politiche che non ha condiviso, ma anche un modo per riaffermare una visione precisa di ciò che dovrebbe essere la destra italiana. Non una semplice etichetta ideologica, ma un progetto culturale e politico radicato nella storia e nella tradizione del nostro Paese.

Un chiarimento politico necessario

Nel suo messaggio, Fabio Filomeni ha sottolineato di non voler commentare nel dettaglio le decisioni di chi ha scelto di lasciare la Lega. Una posizione che conferma uno stile politico improntato alla coerenza più che alla polemica. È noto che egli non fosse d’accordo con quella scelta e che oggi, alla luce degli sviluppi successivi, ritenga confermata la propria posizione.

Fabio Filomeni cosa pensa? Molti sostenitori gli hanno chiesto se fosse intenzionato a riavvicinarsi al generale che ha intrapreso un nuovo percorso politico. La risposta è stata netta: nessuna ricerca di incarichi, nessuna ambizione personale, ma solo la volontà di rimanere fedele alle proprie idee. Un atteggiamento che richiama un modo di fare politica sempre più raro, soprattutto nell’attuale contesto della destra italiana, spesso dominato da strategie comunicative e calcoli elettorali.

Questa precisazione ha un valore importante. Dimostra che esiste ancora una parte della politica capace di ragionare in termini di contenuti e non solo di alleanze. Ed è proprio su questo terreno che si gioca il futuro della destra italiana.

Le locandine e il significato politico del messaggio

Un passaggio centrale della riflessione di Filomeni riguarda le quattro locandine promozionali della nuova destra sostenuta dal generale. L’assenza, in quei manifesti, della destra “finta” e conformista è stata letta come un segnale positivo. Secondo Filomeni, infatti, l’attuale maggioranza di governo rappresenterebbe una destra troppo legata a logiche neoliberiste, atlantiste e filoisraeliane, lontane dalla tradizione autentica della destra italiana.

Questa critica tocca un nodo fondamentale: la differenza tra una destra di governo, spesso costretta a compromessi internazionali ed economici, e una destra identitaria che rivendica autonomia di pensiero e radicamento popolare. È un tema che attraversa da anni il dibattito interno al mondo conservatore e che oggi emerge con particolare forza.

La soddisfazione espressa per l’assenza di riferimenti a quella destra giudicata “artificiale” dimostra come esista ancora una parte dell’elettorato che non si riconosce nelle scelte dei partiti attualmente al potere. Un elettorato che cerca una proposta diversa, più coerente con i valori storici della destra italiana.

Radici culturali e identità nazionale

Uno degli aspetti più condivisibili del messaggio riguarda il richiamo alle radici greco-romane e cristiane. Filomeni ha ricordato come queste tradizioni abbiano plasmato l’identità del nostro popolo, influenzando la cultura, il diritto, l’arte e la visione del mondo degli italiani.

Su questo punto è difficile trovare disaccordo. La destra italiana ha sempre posto al centro del proprio pensiero la difesa dell’identità nazionale, delle tradizioni e dei valori spirituali che hanno reso grande l’Italia. Tuttavia, il richiamo alle radici non può ridursi a un semplice slogan: deve tradursi in politiche concrete a favore della famiglia, della comunità e della coesione sociale.

In un’epoca segnata dalla globalizzazione e dall’omologazione culturale, riaffermare questi principi significa proporre un modello alternativo rispetto a quello dominante. Ed è proprio questa, secondo Filomeni, la missione autentica della destra italiana.

Destra sociale contro destra liberale

Uno dei passaggi più significativi della riflessione è la distinzione tra due modelli di destra: da un lato una destra sociale, comunitaria e solidale; dall’altro una destra individualista e competitiva, ispirata ai modelli anglosassoni e in particolare al trumpismo.

Per Filomeni, la vera destra italiana non può identificarsi con un conservatorismo di stampo neoliberista. La nostra tradizione politica, infatti, ha sempre valorizzato il ruolo dello Stato, la tutela dei più deboli, la difesa del lavoro e la centralità della comunità nazionale.

Questa visione richiama esperienze storiche importanti e rappresenta un’alternativa sia al liberismo economico sia al progressismo di sinistra. Una destra che non si limita a difendere l’esistente, ma che propone un modello sociale fondato su solidarietà, merito e giustizia.

Il riferimento critico ai “sostenitori di Trump” non è casuale. Filomeni intende marcare una distanza culturale rispetto a una destra globalizzata e mediatica, preferendo una via più radicata nella storia politica italiana.

Il silenzio sulla geopolitica

Un altro elemento che ha attirato l’attenzione è l’assenza, nelle locandine, di qualsiasi riferimento alla geopolitica. Secondo Filomeni, questa omissione non sarebbe casuale. In un momento in cui l’Italia è coinvolta in scelte internazionali decisive, il tema della politica estera diventa centrale per definire l’identità della destra italiana.

Negli ultimi anni, gran parte della destra di governo ha assunto posizioni fortemente atlantiste, allineate agli interessi degli Stati Uniti e della NATO. Filomeni sembra invece suggerire la necessità di una maggiore autonomia strategica, capace di mettere al centro l’interesse nazionale prima di ogni altra considerazione.

Il silenzio su questi temi potrebbe quindi rappresentare il tentativo di evitare divisioni interne o di non esporsi su questioni controverse. Ma per chi crede in una destra realmente sovrana e indipendente, la geopolitica non può essere un argomento secondario.

Quale futuro per la destra italiana?

Le parole di Fabio Filomeni aprono interrogativi importanti sul futuro della destra italiana. Esiste ancora uno spazio politico per una destra sociale, identitaria e comunitaria? Oppure il panorama attuale è destinato a essere dominato da forze sempre più moderate e allineate al sistema internazionale?

Molto dipenderà dalla capacità di costruire un progetto credibile, capace di andare oltre le divisioni personali e di proporre una visione chiara del Paese. La sfida è quella di coniugare tradizione e modernità, identità nazionale e risposte concrete ai problemi degli italiani.

In questo senso, il messaggio di Filomeni rappresenta un contributo significativo. Non un attacco frontale, ma un invito a riflettere su cosa significhi davvero essere di destra in Italia oggi.

Conclusioni

L’intervento di Fabio Filomeni non è soltanto uno sfogo personale, ma una vera e propria analisi politica sullo stato della destra italiana. Tra critiche al governo, richiami alle radici culturali e riflessioni sul futuro, emerge la volontà di difendere un’idea di destra diversa da quella oggi dominante.

Una destra più sociale che liberista, più nazionale che globalista, più attenta alla comunità che agli equilibri internazionali. Se questa visione riuscirà a trovare spazio nel panorama politico, lo dirà il tempo.

Per ora resta un messaggio chiaro: la destra italiana non è un blocco monolitico, ma un mondo complesso e plurale, in cui il confronto delle idee rimane fondamentale. E proprio da questo confronto potrebbe nascere una nuova stagione politica capace di interpretare davvero le esigenze dell’Italia reale.

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