
“Io come Chavez”, si intitola il libro di Fabio Filomeni, tenente colonnello in congedo e fino a febbraio scorso numero due di Vannacci. Il generale fa la ola a Trump, i suoi fan delusi oggi guardano al regime venezuelano
Da Vannacci a Chavez. La galassia che ospita il mondo al contrario non lesina sorprese. Come quella che vede protagonisti gli scissionisti del generale, eurodeputato della Lega. Dopo aver sbattuto la porta in segno di protesta contro l’adesione di Vannacci al Carroccio, con le stellette di vicesegretario peraltro, i cofondatori dell’associazione Il mondo al contrario fanno rotta sul Venezuela. E non per sostenere Donald Trump nel prossimo non si sa quanto imminente attacco a Nicolas Maduro, bensì per fare del regime chavista al potere il modello su cui fondare un nuova associazione.
“Io come Chavez”, si intitola il libro di Fabio Filomeni, tenente colonnello in congedo e fino a febbraio scorso numero due di Vannacci, prossimo all’uscita in libreria. Tra Trump e Maduro, Filomeni e i suoi non hanno dubbi su chi sostenere. “La scusa di Trump è combattere il narcotraffico, ma le intenzioni reali sono quelle di rovesciare il legittimo governo di Nicolas Maduro per poi insediarci la neopremiata “pacifista” signora Machado che ha promesso di regalare alle multinazionali Usa il petrolio che Maduro ha nazionalizzato. Così, come in passato è capitato a Nasser, Mossadegh, Saddam e Gheddafi, adesso la CIA sta preparando il terreno per un bel colpo di Stato”, dice Filomeni.
Filomeni di Vannacci è stato anche commilitone in diverse campagne militari. Insieme si sono lanciati col paracadute nei cieli dell’Afghanistan. Ma ora le strade sono irrimediabilmente separate. “Donald Trump è un vero patriota, ed è l’unico che cerca veramente la pace!”, è il pensiero di Vannacci. Mentre Filomeni è critico con Trump. A cominciare dal Venezuela. “Per Gli Stati Uniti, sono il giardino di casa. E ora cercano un nuovo giardiniere”, dice il tenente colonnello che intende fare proseliti. “Il mio non è solo un libro, è un appello ad alzare la bandiera politica di sovranità nazionale, un progetto di rivolta ideale”.
Ma come si spiega il riferimento a Ugo Chavez, che era militare sì, ma marxista, socialista rivoluzionario, e guevarista? “Il colonnello Chávez lottò per l’indipendenza e la sovranità del suo popolo. Il Venezuela è stato sempre un osso duro, un vero baluardo contro lo strapotere del complesso militare-industriale-politico di Washington”, dice Filomeni. Lui fino a pochi mesi fa posava accanto a Vannacci facendo il gesto della X Mas. Chavez diceva: “un serpente è più umano di un fascista”. Nel mondo al contrario si cambia, in fretta.