
1. Dimensione e percezione del fenomeno
2. Casi emblematici di corruzione
individuale
a) Liste d’attesa truccate (2023–2024)
L’inchiesta “caso Trani” ha messo in luce numerosi episodi di medici accusati di aver accettato pagamenti dai pazienti per saltare la fila:
Fatto: Nel 2018 un medico dell’Ospedale San Camillo di
Roma è stato arrestato con l’accusa di aver accettato mazzette da
pazienti per accelerare l’accesso alle prestazioni, saltando le liste di attesa
ufficiali.
Nome del professionista: Non divulgato
ufficialmente; l’inchiesta è emblematica della diffusione del fenomeno “liste a
pagamento” anche nelle strutture sanitarie romane .
Le autorità non hanno fornito dettagli su
procedimenti penali successivi o esiti giudiziari, lasciando l’intera vicenda
in una zona d’ombra, con indagini aperte ma nessuna condanna nota
Un caso tra i più
clamorosi a livello nazionale:
Arrestato nel giugno 2023 per aver richiesto
500–700 € a pazienti in lista
per interventi di cataratta, promettendo accesso prioritario.
Tra i reati: concussione, truffa aggravata, falso,
peculato: avrebbe fatto 450 prestazioni “invisibili” al CUP, in regime
intramoenia non regolare, incassando in nero.
Sequestro beni: 340 000 € in contanti,
oggetti di valore (orologi, quadri, vini); il tribunale ha confiscato 250 000 € e successivamente
aumentato a circa 350 000 € in appello.
Processo:
o Condanna in primo
grado a 4 anni e 6 mesi (ottobre 2024).
o Confermata in
appello a giugno 2025 (stessa pena) per il reato di concussione, con conferma
di beni confiscate.
Altri dettagli: intercettazioni
nel procedimento includono dialoghi come: «I soldi un po' lì, un po' di là…»
Reati ipotizzati: concussione e peculato – ossia aver richiesto illecitamente da 50 a 100 € a pazienti oncologici (anche esenti) per bypassare le liste d’attesa e usufruire di visite/attrezzature pubbliche.
Conseguenze immediate:
Arrestato tra luglio e dicembre 2023.
Licenziato dall’Istituto Tumori di Bari.
Aggiornamenti giudiziari:
A inizio 2025, tentativo di patteggiamento rigettato; indagine ampliata con nuove accuse di furto/ricettazione di farmaci.
“Il professionista sarà chiamato a rispondere di un risarcimento alla Corte dei Conti per un importo di circa mezzo milione di euro”
Nel 2016 emerse un’inchiesta condotta dai NAS nei confronti
di vari medici dell’Ospedale Niguarda di Milano per aver preso pagamenti
diretti dai pazienti al fine di farli salire in cima alle liste d’attesa,
bypassando l’ordine prioritario ufficiale
Nel 2018, sempre a Niguarda, due medici furono
denunciati per truffa e falsità ideologica: avrebbero infatti manipolato i
tempi di prenotazione per favorire amici e parenti, falsificando le priorità
delle liste d’attesa
Parallelamente, l’ospedale ha adottato piani
aziendali anticorruzione (PTPCT e PIAO), misure trasparenti e rotazione del
personale per prevenire tali comportamenti. Tuttavia, le misure difensive
sembrano non aver fermato il fenomeno
Nel biennio 2021‑2022, un’indagine dei NAS ha rivelato la presenza di liste d’attesa "non ufficiali" in un ospedale torinese. Secondo le accuse, due dirigenti del reparto di Ortopedia:
Invitavano pazienti a rivolgersi privatamente.
Utilizzavano sale operatorie pubbliche per interventi su questi pazienti.
Creavano liste parallele alle ufficiali, aggirando le priorità istituzionali
Di fatto, questo sistema ha consentito un accesso preferenziale mascherato a prestazioni pubbliche, con grave violazione dell’equità del Servizio Sanitario Nazionale.
Nel gennaio 2023, un’operazione condotta dai NAS ha portato all’esecuzione di nove misure cautelari interdittive:
Coinvolti: un dirigente medico dell’ASP, un impiegato dell’Azienda Sanitaria Provinciale, il direttore di una farmacia, un’assistente sociale, informatori farmaceutici e altri imprenditori del settore sanitario.
Reati contestati: corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio.
Scheda dell’inchiesta: un pubblico impiegato, in accordo con il direttore di farmacia e una dipendente di una società di assistenza domiciliare, avrebbe ricevuto beni materiali e promesse di denaro mensile fisso in cambio di vantaggi nelle forniture e altre attività illecite.
In un filone collegato, era già avvenuto nel 2022 l’arresto del primario di Cardiochirurgia del Policlinico Garibaldi e di un rappresentante di una ditta di medicali, ma il fulcro dell’inchiesta rimane quello di gennaio 2023
b) “Pasimafi”: corruzione tra
farmaceutiche e ricerca (2015‑oggi)
L’inchiesta ha coinvolto 19 arresti, 75 indagati (medici, dirigenti, imprese). L’accusa era di associazione per delinquere finalizzata a:
Il procedimento che si è articolato in filoni diversi è tuttora in corso nei tribunali di Parma, Lecco e La Spezia.
“Pasimafi” deriva dal nome dello yacht Pasimafi V, che secondo gli investigatori era intestato a società di comodo e gestito tramite tangenti dal luminare Guido Fanelli
Avviata tra il 2015 e il 2018, ha riguardato un presunto sistema di corruzione e riciclaggio che coinvolgeva medici, ricercatori, dirigenti ospedalieri e numerose aziende farmaceutiche e produttrici di dispositivi medici
Fatti salienti
8 maggio 2017: maxi-blitz dei NAS a Parma e in 7 regioni, con 19 arresti domiciliari e 75 indagati. Sequestri di due società di comodo e circa 500.000 €
Coinvolgimento di 17 aziende (tra cui Grunenthal, Mundipharma, Ibsa, Angelini, Teleflex…), sospette per accordi su tangenti, ricerche pilotate, concorsi truccati.
Accuse: associazione per delinquere, corruzione, riciclaggio, abuso d’ufficio, truffa aggravata, peculato, comparaggio farmaceutico e trasferimento fraudolento di Valori.
I protagonisti
Guido Fanelli, direttore della cattedra di Anestesia e Rianimazione e consulente per la Legge 38/2010. Ritenuto la mente del sistema corruttivo.
Loris Borghi, rettore dell’Università di Parma e anch’egli indagato. Si suicidò l’14 marzo 2018.
Enzo Lucherini, manager Ibsa, agli arresti domiciliari, successivamente revocati il 27 maggio 2017 dal Tribunale di Bologna
Evoluzione giudiziaria
2018: chiusura indagini – 75 richieste di rinvio a giudizio (65 a medici/funzionari, 10 ad aziende), più 20 richieste d’archiviazione.
2019: GUP di Parma trasferisce il 70 % dei capi d’accusa a Lecco, il 10 % a La Spezia.
10 marzo 2020: Tribunale di Lecco archivia per tutti gli indagati, inclusi Fanelli, dichiarando “notizia di reato infondata”.
24 febbraio 2021: analoga archiviazione anche per la porzione trasferita a La Spezia.
Solo circa il 20 % dei capi d’accusa rimase pendente a Parma; il processo ha avuto inizio il 18 giugno 2021.
Nel novembre 2021, a Lecco rimangono solo alcuni capi stralciati, ridotti a sei. Il resto era già stato archiviato o caduto .
2022–2023: molte assoluzioni; la Corte dei Conti ha anche condannato Fanelli a risarcire 259.926 € per attività libero-professionali incompatibili.
Conseguenze e impatti
La vicenda ha sollevato pesanti critiche sull’operato dei NAS e degli inquirenti, accusati di aver causato danni ingiustificati alla reputazione dei medici e delle aziende .
Ha portato all’approvazione di nuove regole ospedaliere sull’accesso degli informatori farmaceutici (Per esempio, a Parma nel 2018) per evitare contatti diretti che favoriscano conflitti d’interesse.
Il caso ha incrinato l’immagine della Legge 38/2010, volta a garantire l’accesso alle cure palliative; Fanelli era consulente e sostenitore chiave.
Stato attuale del procedimento
La fetta più ampia dei capi d’accusa è stata archiviata o assolta.
Un piccolo nucleo rimane a giudizio a Parma, dopo il processo iniziato nel giugno 2021
Fanelli oggi è assolto o prosciolto da molte accuse, ma resta condannato da Corte dei Conti per incompatibilità e risarcimento alla sua università
c) Scandalo afferente agli emoderivati
infetti (anni ’70–’90)
La vicenda ruota attorno al traffico di plasma infetto da parte del gruppo Marcucci/Bayer/Baxter:
d) Giuseppe Poggi Longostrevi – “re dei
rimborsi falsi”
Negli anni ‘90 orchestrò una maxitruffa ai danni del SSN:
e) Altri protagonisti
3. Cause ricorrenti della corruzione
sanitaria
4. Misure, strumenti e criticità
Conclusione
La corruzione nel SSN italiano è un fenomeno cronico che coinvolge ogni fase: dai concorsi alle forniture, passando per sperimentazioni cliniche, liste d’attesa e coinvolgimenti mafiosi o farmaceutici. Non mancano strumenti normativi e legislativi, ma l’ostacolo maggiore resta l’applicazione pratica e l’efficacia dei controlli, soprattutto in vista delle ingenti risorse del PNRR.
Biblioteca essenziale
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Titolo |
Autore / Istituzione |
Anno |
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Annuario sociale 2000. Cronologie dei fatti... |
Bellosi, Cibrario, Godio |
2000 |
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Michele De Lucia, Sangue infetto: Una catastrofe sanitaria… |
De Lucia |
2018 |
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Renato Mattarelli & Rosita Mezzini, Indennizzo e risarcimento… |
Mattarelli & Mezzini |
2014 |
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“Il valore pubblico dell’integrità” |
Transparency Int. |
2021 |
|
Angelica Giambelluca, “Corruzione in sanità…” |
TrendSanità |
2021 |
|
Piero Magri & Alice Lambicchi, “New decisions…” |
IBA – Eurojust |
2024 |
|
Studi su trasparenza e sanità italiana |
Galli et al. |
2017–2020 |