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By Diego Olivari il domenica 28 settembre 2025

Corruzione nel SSN

Corruzione nel SSN | Europa Sovrana e Indipendente E.S.I.
Scritto da Diego Olivari

Corruzione nel SSN

un fenomeno sistemico, ma incontrastabile?

1. Dimensione e percezione del fenomeno

  • Negli ultimi anni, la sanità rappresenta circa il 13% dei casi di corruzione in Italia (su un campione di 152 episodi), comprendendo forniture, servizi e attrezzature
  • Secondo un report di Transparency International del 2021, il 94% degli operatori sanitari ritiene che la corruzione sia “molto diffusa” a livello nazionale e il 79% la percepisce nella propria regione
  • Una stima suggerisce che la corruzione e le frodi drenino fino al 15% dei fondi pubblici destinati alla sanità

2. Casi emblematici di corruzione individuale

a) Liste d’attesa truccate (2023–2024)

L’inchiesta “caso Trani” ha messo in luce numerosi episodi di medici accusati di aver accettato pagamenti dai pazienti per saltare la fila:

  • Roma (2018): primario dell’Ospedale San Camillo arrestato per bustarelle finalizzate a far passare in anticipo pazienti.

Fatto: Nel 2018 un medico dell’Ospedale San Camillo di Roma è stato arrestato con l’accusa di aver accettato mazzette da pazienti per accelerare l’accesso alle prestazioni, saltando le liste di attesa ufficiali.

Nome del professionista: Non divulgato ufficialmente; l’inchiesta è emblematica della diffusione del fenomeno “liste a pagamento” anche nelle strutture sanitarie romane .

Le autorità non hanno fornito dettagli su procedimenti penali successivi o esiti giudiziari, lasciando l’intera vicenda in una zona d’ombra, con indagini aperte ma nessuna condanna nota

  • Esine (Brescia): Giovanni Mazzoli, ex primario di Oculistica, avrebbe richiesto 500–700 per favorire liste dattesa.

Un caso tra i più clamorosi a livello nazionale:

Arrestato nel giugno 2023 per aver richiesto 500–700 a pazienti in lista per interventi di cataratta, promettendo accesso prioritario.

Tra i reati: concussione, truffa aggravata, falso, peculato: avrebbe fatto 450 prestazioni “invisibili” al CUP, in regime intramoenia non regolare, incassando in nero.

Sequestro beni: 340000 in contanti, oggetti di valore (orologi, quadri, vini); il tribunale ha confiscato 250000 e successivamente aumentato a circa 350000 in appello.

Processo:

o    Condanna in primo grado a 4 anni e 6 mesi (ottobre 2024).

o    Confermata in appello a giugno 2025 (stessa pena) per il reato di concussione, con conferma di beni confiscate.

Altri dettagli: intercettazioni nel procedimento includono dialoghi come: «I soldi un po' lì, un po' di là…»

  • Bari: Vito Lorusso, primario di oncologia, arrestato per aver intascato denaro illecito.

Reati ipotizzati: concussione e peculato – ossia aver richiesto illecitamente da 50 a 100 a pazienti oncologici (anche esenti) per bypassare le liste d’attesa e usufruire di visite/attrezzature pubbliche.

Conseguenze immediate:

Arrestato tra luglio e dicembre 2023.

Licenziato dall’Istituto Tumori di Bari.

 Aggiornamenti giudiziari:

A inizio 2025, tentativo di patteggiamento rigettato; indagine ampliata con nuove accuse di furto/ricettazione di farmaci.

“Il professionista sarà chiamato a rispondere di un risarcimento alla Corte dei Conti per un importo di circa mezzo milione di euro”

 

  • Milano (2016‑2018): medici all’ospedale Niguarda denunciati per manipolazione delle liste d’attesa a favore di amici e parenti

Nel 2016 emerse un’inchiesta condotta dai NAS nei confronti di vari medici dell’Ospedale Niguarda di Milano per aver preso pagamenti diretti dai pazienti al fine di farli salire in cima alle liste d’attesa, bypassando l’ordine prioritario ufficiale

Nel 2018, sempre a Niguarda, due medici furono denunciati per truffa e falsità ideologica: avrebbero infatti manipolato i tempi di prenotazione per favorire amici e parenti, falsificando le priorità delle liste d’attesa

Parallelamente, l’ospedale ha adottato piani aziendali anticorruzione (PTPCT e PIAO), misure trasparenti e rotazione del personale per prevenire tali comportamenti. Tuttavia, le misure difensive sembrano non aver fermato il fenomeno

  • Torino (2021‑2022): dirigenti ortopedici imputati per aver creato liste non ufficiali e usato sale operatorie per pazienti private.

Nel biennio 2021‑2022, un’indagine dei NAS ha rivelato la presenza di liste d’attesa "non ufficiali" in un ospedale torinese. Secondo le accuse, due dirigenti del reparto di Ortopedia:

Invitavano pazienti a rivolgersi privatamente.

Utilizzavano sale operatorie pubbliche per interventi su questi pazienti.

Creavano liste parallele alle ufficiali, aggirando le priorità istituzionali

Di fatto, questo sistema ha consentito un accesso preferenziale mascherato a prestazioni pubbliche, con grave violazione dell’equità del Servizio Sanitario Nazionale.

 

  • Catania (gennaio 2023): nove misure cautelari tra Asp e farmacia, con medici e impiegati accusati di corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio.

Nel gennaio 2023, un’operazione condotta dai NAS ha portato all’esecuzione di nove misure cautelari interdittive:

Coinvolti: un dirigente medico dell’ASP, un impiegato dell’Azienda Sanitaria Provinciale, il direttore di una farmacia, un’assistente sociale, informatori farmaceutici e altri imprenditori del settore sanitario.

Reati contestati: corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio.

Scheda dell’inchiesta: un pubblico impiegato, in accordo con il direttore di farmacia e una dipendente di una società di assistenza domiciliare, avrebbe ricevuto beni materiali e promesse di denaro mensile fisso in cambio di vantaggi nelle forniture e altre attività illecite.

In un filone collegato, era già avvenuto nel 2022 l’arresto del primario di Cardiochirurgia del Policlinico Garibaldi e di un rappresentante di una ditta di medicali, ma il fulcro dell’inchiesta rimane quello di gennaio 2023


b) “Pasimafi”: corruzione tra farmaceutiche e ricerca (2015‑oggi)

L’inchiesta ha coinvolto 19 arresti, 75 indagati (medici, dirigenti, imprese). L’accusa era di associazione per delinquere finalizzata a:

  • Tangenti per promozione di farmaci e dispositivi senza procedure adeguate.
  • Appalti truccati per concorsi.
  • Sequestri per circa 500000 e società fittizie

Il procedimento che si è articolato in filoni diversi è tuttora in corso nei tribunali di Parma, Lecco e La Spezia.

 “Pasimafi” deriva dal nome dello yacht Pasimafi V, che secondo gli investigatori era intestato a società di comodo e gestito tramite tangenti dal luminare GuidoFanelli

Avviata tra il 2015 e il 2018, ha riguardato un presunto sistema di corruzione e riciclaggio che coinvolgeva medici, ricercatori, dirigenti ospedalieri e numerose aziende farmaceutiche e produttrici di dispositivi medici

Fatti salienti

8 maggio 2017: maxi-blitz dei NAS a Parma e in 7 regioni, con 19 arresti domiciliari e 75 indagati. Sequestri di due società di comodo e circa 500.000

Coinvolgimento di 17 aziende (tra cui Grunenthal, Mundipharma, Ibsa, Angelini, Teleflex…), sospette per accordi su tangenti, ricerche pilotate, concorsi truccati.

Accuse: associazione per delinquere, corruzione, riciclaggio, abuso d’ufficio, truffa aggravata, peculato, comparaggio farmaceutico e trasferimento fraudolento di Valori.

I protagonisti

Guido Fanelli, direttore della cattedra di Anestesia e Rianimazione e consulente per la Legge 38/2010. Ritenuto la mente del sistema corruttivo.

Loris Borghi, rettore dell’Università di Parma e anch’egli indagato. Si suicidò l’14 marzo 2018.

Enzo Lucherini, manager Ibsa, agli arresti domiciliari, successivamente revocati il 27 maggio 2017 dal Tribunale di Bologna

Evoluzione giudiziaria

2018: chiusura indagini – 75 richieste di rinvio a giudizio (65 a medici/funzionari, 10 ad aziende), più 20 richieste d’archiviazione.

2019: GUP di Parma trasferisce il 70% dei capi daccusa a Lecco, il 10% a La Spezia.

10 marzo 2020: Tribunale di Lecco archivia per tutti gli indagati, inclusi Fanelli, dichiarando “notizia di reato infondata”.

24 febbraio 2021: analoga archiviazione anche per la porzione trasferita a La Spezia.

Solo circa il 20% dei capi daccusa rimase pendente a Parma; il processo ha avuto inizio il 18 giugno 2021.

Nel novembre 2021, a Lecco rimangono solo alcuni capi stralciati, ridotti a sei. Il resto era già stato archiviato o caduto .

2022–2023: molte assoluzioni; la Corte dei Conti ha anche condannato Fanelli a risarcire 259.926 per attività libero-professionali incompatibili.


Conseguenze e impatti

La vicenda ha sollevato pesanti critiche sull’operato dei NAS e degli inquirenti, accusati di aver causato danni ingiustificati alla reputazione dei medici e delle aziende .

Ha portato all’approvazione di nuove regole ospedaliere sull’accesso degli informatori farmaceutici (Per esempio, a Parma nel 2018) per evitare contatti diretti che favoriscano conflitti d’interesse.

Il caso ha incrinato l’immagine della Legge 38/2010, volta a garantire l’accesso alle cure palliative; Fanelli era consulente e sostenitore chiave.


Stato attuale del procedimento

La fetta più ampia dei capi d’accusa è stata archiviata o assolta.

Un piccolo nucleo rimane a giudizio a Parma, dopo il processo iniziato nel giugno 2021

Fanelli oggi è assolto o prosciolto da molte accuse, ma resta condannato da Corte dei Conti per incompatibilità e risarcimento alla sua università

 

 

 


c) Scandalo afferente agli emoderivati infetti (anni ’70–’90)

La vicenda ruota attorno al traffico di plasma infetto da parte del gruppo Marcucci/Bayer/Baxter:

  • Oltre 60 t di plasma contaminato vendute oltre confine, con accuse di epidemia dolosa.
  • Indagati di spicco: Duilio Poggiolini e dirigenti aziendali.
  • Numerose assoluzioni e prescrizioni, ma danni incalcolabili in termini di vite umane

d) Giuseppe Poggi Longostrevi – “re dei rimborsi falsi”

Negli anni ‘90 orchestrò una maxitruffa ai danni del SSN:

  • Ha corrotto centinaia di medici di famiglia per prescrivere esami specialistici nelle sue cliniche, percependo 25–50 per ricetta.
  • Sequestrato un “libro mastro” contenente circa 700 nominativi.
  • Arrestato nel 1997 e condannato nel 2000, si tolse la vita prima del processo

e) Altri protagonisti

  • Girolamo Sirchia (Ministro della Salute 2000‑2005): condannato nel 2008 per tangenti legate a forniture sanitarie (Haemonetics Italia), poi assolto o prescritto

3. Cause ricorrenti della corruzione sanitaria

  • Delocalizzazione/mercificazione del sistema sanitario, con scarsi controlli e trasparenza .
  • Filiere opache: appalti, forniture, sperimentazioni cliniche, pressioni dei rappresentanti farmaceutici .
  • Coinvolgimento della criminalità organizzata, come emerso nelle truffe con falsi ingressi dal corridoio sanitario (frode da €500000 + traffico farmaci) .

4. Misure, strumenti e criticità

  • Legge Severino (2012): potenziamento della trasparenza e misure anticorruzione, ma risultati limitati
  • Trasparenza amministrativa: buoni progressi a livello legislativo, ma permangono carenze pratiche nell'attuazione
  • PNRR e nuovi appalti: ambiziosi, ma a rischio di distrazione dai controlli a causa dell'urgenza.

Conclusione

La corruzione nel SSN italiano è un fenomeno cronico che coinvolge ogni fase: dai concorsi alle forniture, passando per sperimentazioni cliniche, liste d’attesa e coinvolgimenti mafiosi o farmaceutici. Non mancano strumenti normativi e legislativi, ma l’ostacolo maggiore resta l’applicazione pratica e l’efficacia dei controlli, soprattutto in vista delle ingenti risorse del PNRR.


 Biblioteca essenziale

Titolo

Autore / Istituzione

Anno

Annuario sociale 2000. Cronologie dei fatti...

Bellosi, Cibrario, Godio

2000

Michele De Lucia, Sangue infetto: Una catastrofe sanitaria…

De Lucia

2018

Renato Mattarelli & Rosita Mezzini, Indennizzo e risarcimento…

Mattarelli & Mezzini

2014

“Il valore pubblico dell’integrità”

Transparency Int.

2021

Angelica Giambelluca, “Corruzione in sanità…”

TrendSanità

2021

Piero Magri & Alice Lambicchi, “New decisions…”

IBA – Eurojust

2024

Studi su trasparenza e sanità italiana

Galli et al.

2017–2020


 

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