
In un momento di crescente tensione internazionale, con l’ombra di un possibile allargamento del conflitto in Ucraina sul resto dell’Europa, si alza una voce netta e controcorrente: quella di Fabio Filomeni, ex paracadutista d’assalto, operatore delle Forze Speciali e oggi ufficiale della Riserva dell’Esercito Italiano. In una lettera aperta indirizzata al Presidente del Consiglio, al Ministro della Difesa e a tutte le forze politiche presenti in Parlamento (in particolare al presidente Sergio Mattarella), Filomeni lancia un appello accorato: dichiarare la neutralità dell’Italia. La presa di posizione arriva dopo la notizia che anche il nostro Paese, come già Francia e Germania, starebbe predisponendo un piano sanitario nazionale per fronteggiare l’eventualità di un attacco militare. Una misura preventiva che, nel contesto del coinvolgimento della NATO e del crescente rischio di una guerra su larga scala, assume un significato drammatico. “L’Italia, con oltre 120 basi militari tra USA e NATO, costituisce senz’altro un obiettivo strategico per la Russia”, scrive Filomeni. “Come ufficiale della Riserva […] chiedo al governo di dichiarare la neutralità dell’Italia in questo assurdo conflitto alle porte. La guerra in Ucraina non è la nostra guerra!”, si legge. L’ex militare non nasconde il suo disincanto verso le missioni militari del passato, spesso presentate come “operazioni di pace”, nelle quali afferma di aver perso cari amici e colleghi. Un’esperienza che lo ha segnato profondamente: “Morti credendo di servire il proprio paese, ma che invece hanno servito […] gli interessi principalmente di potenze straniere. Il sacrificio di chi indossa una divisa si consuma non per la sicurezza della nostra terra, ma per strategie imposte dall’esterno.” Un richiamo forte, che punta il dito contro ciò che Filomeni definisce un meccanismo politico-militare lontano dai reali interessi del popolo italiano. E che si trasforma in una richiesta precisa: nessun soldato italiano deve morire per “la NATO, per un’Europa politica che non esiste o per difendere l’Ucraina, che non fa parte né dell’Unione Europea né dell’Alleanza Atlantica”. Ma l’appello di Filomeni non si ferma alla dimensione militare. Nella sua lettera l’ex ufficiale parla anche come cittadino, padre e nonno, con parole che tradiscono una profonda inquietudine personale. “Ho due figli e tre nipoti: Samuele, Silene e Joele. Una guerra di vaste proporzioni temo che non li risparmierebbe. Per la mia coscienza e soprattutto per il loro bene, sento la necessità di fare questo appello: Italia neutrale. Fermiamo la follia della guerra.” La posizione di Fabio Filomeni rappresenta una delle tante voci – spesso silenziose o inascoltate – che, dentro e fuori le istituzioni militari, guardano con crescente preoccupazione all’eventualità di un’escalation bellica in Europa. Un messaggio che, al di là delle opinioni personali, apre una riflessione più ampia sul ruolo dell’Italia nello scacchiere geopolitico attuale, sulle responsabilità dell’Alleanza Atlantica e sulla reale volontà della popolazione di essere coinvolta in un nuovo, potenzialmente devastante, conflitto globale.
Sono d'accordo con te Colonello anche su l'Italia ritorni in buoni rapporti economici e politici con la Russia e l'Italia deve essere neutrale perché noi non abbiamo guerre non abbiamo nemici però noi siamo sotto gli Stati Uniti cioè che l'Italia è uno Stato Satellite per gli Stati Uniti come la Bielorussia è uno Stato Satellite della Russia perciò Colonello la mia proposta è che l'Italia esca dalla NATO, le basi militari statunitensi vengano chiuse e l'Italia riprenda la sovranità politica, militare e monetaria e ultimo l'Italia e la Russia siano alleati 🇮🇹❤️🇷🇺